Esistono parole che nessuno vorrebbe dover scrivere, né leggere. Eppure, talvolta, la realtà impone anche questo.
Venerdì scorso è stato ucciso un ragazzo. Un europeo. Un Fratello.
Noi Quentin non lo conoscevamo e non lo conosceremo mai. Non condivideremo con lui il cammino della militanza, fatto di disciplina, presenza e sacrificio.
Quentin era come noi.
Perché l’appartenenza non nasce dalla conoscenza, ma dal riconoscersi nella stessa linea, nello stesso destino.
Non lo conosceremo mai perché Quentin è stato assassinato. Ucciso da una furia vuota, da chi ha rinnegato la propria Nazione per inginocchiarsi davanti a un’ideologia sterile e violenta, incapace di costruire, capace solo di distruggere.
Un’ideologia che conosce un solo linguaggio: l’odio.
Quentin è stato massacrato da vigliacchi antifascisti ai margini di una conferenza di Rima Hassan, europarlamentare di estrema sinistra.
Lo hanno aggredito. Venti contro uno. Questo è il loro coraggio. Questa è la loro idea di giustizia: il branco (o meglio il gregge) contro l’uomo, il numero contro il valore.
In questo momento ci stringiamo ai suoi famigliari , a chi lo ha conosciuto e a chi ha marciato al suo fianco.
Che la terra ti sia lieve, Quentin.
Il tuo sacrificio non sarà dimenticato.
Il Sangue ricorda.
La Terra conserva.
FederAzione













