Durante la manifestazione del 6 ottobre, a Milano, un manipolo di vigliacchi antifa ha imbrattato la città con simboli anarchici, slogan antifascisti e scritte infami come «1000 Ramelli».
Non si è trattato soltanto di vandalismo. Si è trattato dell’ennesimo oltraggio alla memoria di due giovani italiani, vittime dell’odio politico e ideologico: Sergio Ramelli e Norma Cossetto.
Sergio, assassinato a Milano a colpi di chiave inglese per le sue idee. Norma, giovane studentessa istriana, vittima delle violenze dei partigiani jugoslavi, torturata e gettata in una foiba.
Due storie differenti, accomunate dalla brutalità di chi ha preteso di cancellare una vita e, con essa, ciò che rappresentava.
A oltre ottant’anni dalla morte di Norma e a più di cinquant’anni da quella di Sergio, c’è ancora chi trova il coraggio di infangare i morti e pretende di riscrivere la storia attraverso una bomboletta di vernice.
Noi, invece, abbiamo scelto di non voltarci dall’altra parte.
Nella notte tra il 7 e l’8 ottobre siamo tornati nei luoghi deturpati. Abbiamo ripulito i muri, cancellato quelle scritte vergognose e deposto rose rosse al Giardino dedicato a Norma Cossetto.
Abbiamo lasciato anche uno striscione, poche parole che racchiudono il significato del nostro gesto:
SERGIO E NORMA, ONORIAMO IL VOSTRO RICORDO.
Ogni volta che tenteranno di cancellare i loro nomi, di infangarne la memoria o di deridere quelle vite spezzate, ci troveranno ancora lì, pronti a ricordarli. Mille volte.
La memoria non si cancella con una bomboletta di vernice, né la dignità dei morti può essere scalfita dalla viltà dei vivi.
Dove loro semineranno tempesta, noi saremo fortezza.
Lealtà Azione
Milano, 8 ottobre 2026






