{"id":2286,"date":"2013-12-19T17:15:17","date_gmt":"2013-12-19T16:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lealta-azione.it\/?p=2286"},"modified":"2013-12-19T17:15:17","modified_gmt":"2013-12-19T16:15:17","slug":"identita-contro-mondialismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/2013\/12\/19\/identita-contro-mondialismo\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 contro Mondialismo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\">Sulla necessit\u00e0 di un ritorno al principio nazionale<\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alain De Benoist in uno dei suoi scritti spiegava come l\u2019opposizione al processo di\u00a0\u00a0distruzione delle identit\u00e0 dei popoli sia inscindibilmente connessa con la lotta al turbocapitalismo finanziario (1) . Lo stesso Karl Marx\u00a0\u00a0nelle sue analisi mostrava il nesso tra le politiche di apertura all\u2019immigrazione e la necessit\u00e0 del grande capitale di avere un esercito di riserva pronto ad accettare condizioni salariali bassissime, instaurare una concorrenza tra i salariati e provocare cos\u00ec un abbassamento delle condizioni lavorative generali (2).\u00a0\u00a0\u2028Di conseguenza, una battaglia contro l\u2019immigrazione non pu\u00f2 che essere una battaglia contro l\u2019attuale turbocapitalismo, perch\u00e9 la prima \u00e8 un prodotto necessario del secondo. Non \u00e8 un caso infatti che proprio i pi\u00f9 acerrimi sostenitori dell\u2019attuale modello turbocapitalista siano al contempo accaniti sostenitori dell\u2019apertura indiscriminata delle frontiere e dello ius soli. <span id=\"more-48\"><\/span> Partiamo con ordine. Veniamo da vent\u2019anni di propaganda assordante a favore dell\u2019immigrazione terzomondista. Negli anni \u201990 furono pure emanate delle leggi \u2013 ancora vigenti oggi seppure palesemente incostituzionali \u2013 per punire come reato d\u2019opinione talune posizioni contro l\u2019immigrazione: quando una tesi viene imposta per legge puzza sempre di menzogna che si vuole far metabolizzare come verit\u00e0 (3). Basti pensare che oggi queste leggi \u2013 pur ancora ingiustamente vigenti e operanti \u2013 colpiscono molto meno di prima proprio perch\u00e9 altrimenti (a differenza di quando furono emanate, dove la critica all\u2019immigrazione era ancora ristretta solo a certi ambienti politici) dovrebbero perseguire penalmente interi strati dell\u2019opinione pubblica, oggi sempre pi\u00f9 insofferente verso un fenomeno che mostra quotidianamente la sua tragicit\u00e0. Significativo \u00e8 tra l\u2019altro il fatto che questa insofferenza sia presente in larga maggioranza negli strati meno abbienti della popolazione, quelli pi\u00f9 penalizzati dal problema in questione. Assistiamo infatti non a delle normali migrazioni (da sempre esistite), ma ad un processo palesemente eterodiretto da forze non certo occulte. Organizzazioni criminali che lucrano sui \u201cviaggi della speranza\u201d, grande capitale che trova lavoratori non sindacalizzati (leggasi: nuovi schiavi), senza che ci\u00f2 possa minimamente risolvere i problemi dei paesi di provenienza degli immigrati, vessati dall\u2019imperialismo economico delle multinazionali occidentali (ben peggiore del colonialismo che fu). Quello stesso imperialismo economico che poi ci impone di accettare l\u2019assalto delle coste, che si \u00e8 intensificato a seguito delle sciagurate politiche occidentali in favore delle primavere arabe e del terrorismo islamico in Siria. Sicuramente si pu\u00f2 vedere con favore una proposta politica di chiusura delle frontiere in ragione dei problemi di ordine pubblico che mostrano un nesso innegabile tra l\u2019immigrazione e la criminalit\u00e0, come va benissimo chiedere il ritorno ad una piena sovranit\u00e0 nazionale anche per quanto riguarda la gestione del fenomeno, dovendosi procedere con la chiusura delle frontiere e rimpatri consistenti. Una semplice sfogliata di un libro di diritto o di scienza politica non metterebbe certo in dubbio la giurisdizione territoriale dello Stato e quindi il suo potere a riguardo. Quello che per\u00f2 si deve porre al centro della battaglia, per chi voglia andare oltre alla superficie del problema, \u00e8 il concetto dell\u2019Identit\u00e0 di Popolo. <strong>Identit\u00e0 di Popolo significa respingere la concezione atomistica dell\u2019individuo, portata oggi all\u2019esasperazione nella visione dell\u2019individuo nella sua sola sfera economica, per affermare invece il modello dell\u2019<em>homo etnicus (4),\u00a0<\/em>concependo l\u2019individuo umano nel suo legame imprescindibile con la sua comunit\u00e0 nazionale in un trinomio inscindibile tra passato, presente e futuro.\u00a0\u00a0L\u2019Identit\u00e0 di Popolo connessa al principio nazionale \u00e8 oggi un baluardo contro quella finanza apolide e negatrice di ogni appartenenza identitaria che sta distruggendo l\u2019Europa.\u00a0<\/strong> <strong>\u00c9<\/strong><strong>\u00a0ancora da sottolineare come gli stessi uomini dell\u2019alta finanza ed i loro camerieri siano al contempo accaniti sostenitori dell\u2019instaurazione delle politiche volte all\u2019eliminazione delle identit\u00e0 etno-nazionali (5).\u00a0<\/strong>Non si possono ammettere a riguardo delle ambiguit\u00e0: chi pensa di poter scindere il problema, ad esempio affermando l\u2019opposizione al finanziarismo per poi urlare all\u2019apertura delle frontiere per \u201cun mondo senza confini\u201d cade in un cretinismo politico difficilmente eguagliabile, perch\u00e9 si pone sullo stesso terreno ideologico di chi pretende di combattere, non solo nei presupposti, ma di fatto anche nei fini.\u00a0<strong>Il famoso motto dell\u2019Internazionale che recitava \u201cLa nostra patria \u00e8 il mondo\u201d \u00e8 oggi lo stesso dei pescecani di Wall Strett e di Francoforte<\/strong>. \u2028Altrettanta distanza deve essere mantenuta da quelle correnti di pensiero \u201coccidentaliste\u201d che identificherebbero l\u2019identit\u00e0 europea con l\u2019occidente americano innalzando quest\u2019ultimo come valore da difendere di fronte ai \u201cnuovi barbari\u201d. Si tratta di posizioni non certo da inseguire, perch\u00e9<strong>\u00a0\u00e8 proprio l\u2019occidentalizzazione ad avere provocato la caduta dello spirito identitario e a permettere tutt\u2019ora la distruzione dell\u2019Italia e dell\u2019Europa sotto i colpi delle orde allogene<\/strong>. Questi \u201coccidentalisti\u201d che si ergono a difensori dell\u2019identit\u00e0 (quale sia l\u2019identit\u00e0 in questione non \u00e8 dato sapersi) non sono altro che uno specchio per le allodole. Pi\u00f9 ancora da rifiutare \u00e8 la cancellazione del concetto di nazionalit\u00e0 in favore di una sua confusione con il concetto meramente giuridico e burocratico di cittadinanza. A guardare bene la Storia, uno dei primi segni di decandenza dell\u2019Impero Romano fu proprio l\u2019estensione della cittadinanza a tutti gli abitanti dell\u2019Impero(6). Giacomo Leopardi nello\u00a0<em>Zibaldone<\/em>\u00a0scriveva: \u201cQuando il cittadino Romano fu lo stesso che Cosmopolita, non si am\u00f2 Roma n\u00e9 il mondo. L\u2019amor patrio di Roma, divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo, nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu pi\u00f9 Patria di nessuno, e i cittadini Romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto\u201d.\u2028La confusione del concetto di cittadinanza con quello di nazionalit\u00e0 porta ineluttabilmente alla fine di una Nazione, perch\u00e9 essa cessa di essere una comunit\u00e0 spirituale per diventare un mero apparato burocratico di rilascio di documenti timbrati. Premettendo che il concetto di nazionalit\u00e0, nel senso di appartenenza etno-culturale, \u00e8 presente in ogni civilt\u00e0 in maniera uguale nella sua essenza, e che invece la cittadinanza \u00e8 un concetto giuridico che trova discipline assai differenti a seconda dell\u2019ordinamento, \u00e8 chiaro che affermare l\u2019italianit\u00e0 di un individuo solo ed esclusivamente perch\u00e9 nato in territorio italiano significherebbe ammettere che se fosse nato invece a qualche chilometro dal confine italiano non sarebbe stato tale(6). Un ragionamento assolutamente privo di senso, tenendo conto inoltre del fatto che lo ius soli \u00e8 un sistema che fu adottato in territori (come ad esempio l\u2019America degli albori) che necessitavano di una fisiologica immigrazione per essere popolati, non certo da Nazioni aventi millenni di Storia. La cittadinanza deve essere giuridicamente configurata in base al principio della nazionalit\u00e0: il contrario non pu\u00f2 avvenire, dato che una legge \u2013 per quanto possa regolare i fenomeni sociali nella maniere pi\u00f9 svariate \u2013 non pu\u00f2 certo cambiare dei principi da sempre esistenti nella natura della vita dei popoli, da sempre organizzatisi in gruppi omogenei per caratteristiche etno-culturali e quindi secondo il principio di nazionalit\u00e0.\u00a0<strong>Ribadire oggi il principio dello jus sanguinis significa ribadire il primato della Nazione sull\u2019individuo. (7)<\/strong> Si deve a riguardo fare una precisazione. Nella Storia dell\u2019Europa si \u00e8 sempre sviluppato un multiculturalismo naturale: gli imperi tradizionali (ultimo nella Storia quello Asburgico, erede del Sacro Romano Impero)\u00a0\u00a0hanno sempre visto nel proprio territorio una variet\u00e0 di popoli, la cui comune appartenenza all\u2019Europa ha garantito una possibilit\u00e0 di convivenza in quella che si chiama \u201cl\u2019etnarchia imperiale\u201d, nella quale l\u2019identit\u00e0 particolare si concilia con quella generale. (8)\u2028Un multiculturalismo naturale ben diverso da quel melting pot in salsa americana che oggi impone una convivenza utopica e innaturale tra masse di popoli estremamente differenti tra di loro, sotto l\u2019insegna della comune \u201cumanit\u00e0\u201d.\u2028\u2028Lungi da noi quindi riproporre il principio nazionale (9)) in una chiave di nazionalismo giacobino ottocentesco, bens\u00ec come mattone per la costruzione di una identit\u00e0 europea sempre pi\u00f9 forte che deve costituire il baluardo contro questo nuovo \u201csol dell\u2019avvenire\u201d del livellamento e dell\u2019uniformazione artificiale dei costumi e della cultura imposti dal mondialismo (10). <strong>La salvezza dell\u2019Italia e dell\u2019Europa passa per una ritrovata consapevolezza dell\u2019Identit\u00e0 di Popolo e per un ritorno al principio nazionale (esteso su scala continentale), per riacquistare quell\u2019indipendenza e quella sovranit\u00e0 oggi sempre pi\u00f9 minacciata da quelle forze che vorrebbero dissolvere le Nazioni nel super-Stato mondiale finanziario, anche e soprattutto\u00a0\u00a0tramite la distruzione delle identit\u00e0 nazionali, le quali permettono ad un popolo di non essere massa di operatori economici, bens\u00ec una comunit\u00e0 di Sangue, Suolo e Spirito, cos\u00ec come concepita nel Demos della Grecia Antica\u00a0\u00a0nel\u00a0\u00a0Populus Romano.<\/strong> <em>NOTE E BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO<\/em> <em>\u00a01)\u00a0Quaderni Padani, Bimestrale della Libera Compagnia Padana, nn. 43 \u2013 44 Settembre \u2013 Dicembre 2002, \u201cSpeciale Europa\u201d. A. De Benoist, Europa e mondialiazzione: \u201cStoricamente il cosmopolitismo si \u00e8 soprattutto espresso a sinistra ma oggi non sono i partiti di sinistra che favoriscono pi\u00f9 attivamente la globalizzazione. Chi critica la globalizzazione senza dire nulla sulla logica del capitale farebbe meglio a tacere.\u201d<\/em> <em>\u2028(2) Sull\u2019analisi marxista dell\u2019immigrazione,\u00a0Frederich Engels, \u201cLa situazione della classe operaia in Inghilterra\u201d\u00a0Edizioni Lotta Comunista , nel capito \u201cL\u2019immigrazione irlandese\u201d:\u00a0<\/em><em>\u201cInsomma, gli irlandesi hanno scoperto quale sia il minimo dei bisogni dell\u2019esistenza, e lo vanno insegnando agli operai inglesi. (\u2026)Questo \u00e8 il concorrente contro cui \u00e8 costretto a lottare l\u2019operaio inglese, un concorrente che si trova sul pi\u00f9 basso gradino possibile in un paese civile, e che appunto per questo ha bisogno di un salario minore di chiunque altro. Per ci\u00f2 \u00e8 inevitabile che il salario dell\u2019operaio inglese si abbassi sempre di pi\u00f9 in tutti i settori in cui l\u2019irlandese pu\u00f2 fargli concorrenza. E questi settori sono numerosi. (\u2026) Si pu\u00f2 comprendere come la situazione indegna dei lavoratori inglesi, generata dall\u2019industria moderna e dalle sue conseguenze immediate, sia stata resa ancora pi\u00f9 degradante\u201d.<\/em> <em>\u2028Sulla correlazione tra cosmopolitismo ed espansionismo capitalista,\u00a0Karl Marx,\u00a0<\/em><em>K. Marx, F. Engels, Manifesto del partito comunista, Editori Riuniti, Roma 1972, pp. 45-46\u00a0:\u00a0\u201cLa produzione cosmopolita. Sfruttando il mercato mondiale la borghesia ha reso cosmopolita la produzione e il consumo di tutti i paesi. Con gran dispiacere dei reazionari, ha tolto alle industrie la base nazionale. (\u2026) Essa costringe tutte le nazioni a adottare le forme della produzione borghese se non vogliono perire; le costringe a introdurre nei loro paesi la cosiddetta civilt\u00e0, cio\u00e8 a farsi borghesi. In una parola, essa si crea un mondo a propria immagine e somiglianza.\u201d<\/em> <em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0(3)\u00a0Valerio Zinetti, \u201cLegge Mancino, un codice liberticida\u201d, in \u201cRinascita \u2013 Quotidiano di Liberazione Nazionale\u201d 13 ottobre 2010: \u201c<\/em><em>Con l\u2019inizio dell\u2019immigrazione terzomondista in Italia, il mondo progressista inizi\u00f2 ad esaltare il fatto che eravamo inesorabilmente proiettati verso una societ\u00e0 dove non c\u2019erano pi\u00f9 solo italiani, non pi\u00f9 solo cristiani, ma anche africani ed asiatici portatori di costumi che erano se non migliori, da considerarsi uguali ai nostri. La fallacit\u00e0 di una simile tesi rendeva necessaria una repressione giudiziaria e poliziesca degli esponenti politici che si opponevano al nuovo dogma dell\u2019immigrazione selvaggia. Una tesi come quella suddetta infatti, a distanza di 17 anni dall\u2019emanazione della Legge Mancino \u00e8 risultata infondata e utopica, e si capisce come allora \u2013 vista l\u2019impossibilit\u00e0 di dimostrarne la verit\u00e0 sul piano politico \u2013 ci sia stato il ricorso allo strumento repressivo.\u201d<\/em> <em>\u2028\u2028(4)\u00a0Alberto Lembo, \u201cMondialismo e resistenza etnica\u201d, edizioni AR, Padova, 1999\u2028\u2028<\/em> <em>(5) Alexander Dughin, \u201cSoltanto Bolscevismo\u201d: \u201cNon esiste capitale \u201cnazionale\u201d. L\u2019essenza del capitale \u00e8 internazionale. Esso ignora qualsiasi ostacolo sulla via del profitto economico. E questo profitto \u00e8 ostacolato da ogni restrizione alla libert\u00e0 di mercato. Ci\u00f2 include divisioni di natura statale, nazionale, confessionale, ed altre.\u201d<\/em> <em>\u2028 \u201cPlutocrazia e Bolscevismo\u201d, Istituto Nazionale di Cultura Fascista, Quaderni di divulgazione, seri 2 n. 4, Roma, 1942: \u201cCome si vede, il plutocrate e\u2019 l\u2019estrema degenerazione del capitalismo. In lui all\u2019ideale del lavoro si sostituisce l\u2019ideale speculazione. Egli crede unicamente nella potenza del danaro. Il danaro per lui, non e\u2019 piu\u2019 il simbolo del lavoro, il mezzo per il trasferimento di una ricchezza costituita da solidi beni (campi, case, merci, impianti, navi), ma e\u2019 la ricchezza in se\u2019, arma di illimitata potenza. Per questo motivo, il plutocrate deve innanzi tutto superare qualsiasi sentimentalismo: il suo potere non puo\u2019 essere limitato ne\u2019 dal concetto di patria, ne\u2019 da quello di civilta\u2019, ne\u2019 da quello di umanita\u2019. Egli ha un solo interesse: che la societa\u2019 nella quale vive ed opera riconosca e subisca l\u2019onnipotenza del suo danaro.\u201d\u00a0<\/em> <em>(6) Ida Magli, \u201cSullo Ius Soli\u201d in \u201cIdee per l\u2019Europa dei Popoli\u201d n.19 Maggio 2013 : \u201cMai in nessun tempo, in nessun luogo, l\u2019essere umano \u00e8 stato considerato un \u00abnulla\u00bb, una tabula rasa alla quale \u00e8 il suolo sul quale si trova casualmente a nascere ad assegnare nome e identit\u00e0. \u00c8 questo invece quanto affermano i nostri governanti. (\u2026) Dire che chi \u00e8 nato in Italia \u00e8 italiano significa invece proprio questo: che l\u2019Italia non possiede nulla, che la sua storia non vale nulla, che l\u2019orizzonte nel quale l\u2019individuo viene al mondo \u00e8 vuoto e che soltanto il caso lo contraddistingue. Se la barca fosse approdata in Spagna sarebbe stato spagnolo, se fosse approdata in Argentina sarebbe stato argentino\u2026\u00c8 molto significativo, per\u00f2, il fatto che il governo Letta, nato come il governo Monti per mettersi al servizio dell\u2019Ue, sia formato da molti ministri propensi al disprezzo dell\u2019italianit\u00e0. L\u2019Ue \u00e8 il tramite a quell\u2019omologazione dei popoli che \u00e8 indispensabile a un governo mondiale.\u201d\u2028\u2028<\/em> <em>(7)\u00a0Silvano Lorenzoni \u2013 Federico Prati, \u201cScritti etnonazionalisti. Per un\u2019Europa delle Piccole Patrie\u201d, Effepi, 2005:\u00a0\u201c Secondo la concezione etnonazionalista il diritto di cittadinanza spetta unicamente a chi appartiene per diritto di Sangue alla comunit\u00e0 etnica. Per questo per noi etnonazionalisti lo jus sanguinis \u00e8un punto fermo, irrinunciabile. La nostra teoria volkish etnonazionlista pone un\u2019importanza speciale sulla supremazia della nazione rispetto all\u2019individuo.\u201d<\/em> <em>(8)\u00a0Carlo Costamagna,\u00a0in \u201cDottrina del Fascismo\u201d edizioni AR, 1991.\u00a0Nelle nota introduttiva si illustra l\u2019idea di \u201c prefigurazione di una possibile \u201cetnarchia imperiale\u201d -ove l\u2019idea di un impero sopranazionale e polietnico si contrappone alla sua deformazione grottesca: un imperialismo sostenuto da un \u00b4governo mondiale ` che soffoca la pluralit\u00e0 delle culture etniche avviluppate da una usurocrazia senza volto\u201d.\u2028\u2028<\/em> <em>(9) Carlo Costamagna, in \u201cLa Rivolta Ideale\u201d luglio 1951: \u201cBisogna ritornare al principio nazionale specifico della nostra dottrina. La storia dell\u2019avvenire, checc\u00e8 pretendano i fautori dei programmi \u201cuniversali\u201d sar\u00e0, come quella del passato, storia pi\u00f9 che mai di Nazioni, ossia di Popoli.\u201d<\/em><em>\u2028\u2028<\/em><em>\u00a0<\/em> <em>(10)\u00a0Silvano Lorenzoni \u2013 Federico Prati, \u201cScritti Etnonazionalisti. Per un\u2019Europa delle Piccole Patria\u201d, Effepi,\u00a02005:\u201dIl mondialismo \u00e8 l\u2019estrisecazione della volont\u00e0 di potenza di un raggruppamento di usurai internazionali che utilizzano l\u2019arma monetaria per imporre la loro volont\u00e0 sui popoli e sui governi (\u2026).<\/em><em>\u00a0\u00a0<\/em><em>Un tipo pseudo-umano senza razza, senza tradizione, senza cultura, senza religione, senza personalit\u00e0 definita, mosso solo da stomaco e intestino e armato di un infinito risentimento, si dedicher\u00e0 poi ad un sabotaggio\/partigianismo pandemico dal quale scaturir\u00e0 il paese dei balocchi (in base a quali meccanismi, non \u00e8 chiaro). Questo \u00e8 lo stadio finale, auspicato da marxisti e usurocrati, che dovr\u00e0 essere raggiunto dopo la liquidazione di tutti gli etnonazionalismi. E\u2019 contro questo tentativo, attuato dalla massoneria e dalla Alta Finanza apolide, di cancellare, di distruggere la Tradizione e l\u2019Identit\u00e0 etnica, culturale, linguistica, storica, civile d\u2019ogni comunit\u00e0 etno-nazionale d\u2019Europa che noi dobbiamo combattere!\u201d<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Sulla necessit\u00e0 di un ritorno al principio nazionale Alain De Benoist in uno dei suoi scritti spiegava come l\u2019opposizione al processo di\u00a0\u00a0distruzione delle identit\u00e0 dei popoli sia inscindibilmente connessa con la\u2026<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26],"tags":[],"class_list":["post-2286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-gruppo-alpha"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2286"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2286\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lealta-azione.it\/home\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}